Stranieri residenti e diritti di cittadinanza

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Stranieri residenti e diritti di cittadinanza:  la UIL chiede al Parlamento di riavviare il dialogo sulle proposte di legge già presentate  
E’ necessaria una maggiore disponibilità al confronto da parte della politica e della società.
La  UIL ribadisce la necessità e l’urgenza di una forte discontinuità sul fronte dei diritti di cittadinanza e sollecita Parlamento e Governo a cercare un punto di vista comune in materia di piena partecipazione degli stranieri alla vita civile nel nostro Paese.
In Parlamento giacciono da anni inerti numerose proposte,  sia di riforma della legge di cittadinanza n. 91/1992, sia riguardanti l’estensione del diritto di voto amministrativo agli stranieri lungo – residenti. E’ tempo di tornare al dialogo tra tutte le parti politiche, lasciando da parte le polemiche ideologiche e cercando insieme soluzioni concertate in direzione di una riforma che permetta la piena partecipazione di 5 milioni di nuovi cittadini alla vita politica e sociale della nostra nazione.
Oggi, con una presenza di stranieri residenti vicina al 10% della popolazione complessiva, non è più possibile considerare la società italiana come fossimo nel 1992 quando si approvò la legge 91 sulla cittadinanza. Serve un nuovo approccio a questo tema, un nuovo “contratto sociale”, le cui regole vanno scritte assieme a tutti i cittadini, nati o meno nel nostro Paese.
In questo senso vediamo con favore tutte le iniziative promosse per aumentare il grado di sensibilizzazione pubblica su di una questione tanto importante e delicata, anche se siamo poco convinti dell’utilità di un approccio ideologico su questa materia.

Come già detto, le proposte di riforma della cittadinanza non mancano.  Quello che è mancata finora è una volontà comune di ricerca del dialogo e di soluzioni concertate tra le varie forze politiche di maggioranza e di opposizione.  

Anche sul tema del diritto di voto amministrativo. E’ ben noto che in Europa ben 16 Paesi su 27 permettono già agli immigrati residenti da oltre cinque anni di poter votare alle elezioni amministrative. E’ giusto che questo avvenga anche da noi. Ma per fare ciò non servono nuove proposte legislative: basterebbe che Governo e Parlamento ratificassero il capitolo C della Convenzione di Strasburgo per rendere questo diritto esigibile anche da parte dei nostri stranieri lungo residenti.

Ribadiamo dunque l’urgenza di riavviare il dialogo tra le forze politiche e sociali, con l’obiettivo di arrivare ad una posizione comune in materia di piena partecipazione degli stranieri alla vita civile nel nostro Paese.

Nel contempo, chiediamo anche una rapida innovazione dei meccanismi, oggi troppo  lenti e inutilmente complessi, dell’iter necessario ad ottenere l’ex carta di soggiorno, pubblicizzandone maggiormente i requisiti, eliminando le arbitrarietà territoriali a volte praticate e rendendo più semplice, veloce e funzionale il percorso burocratico. Uno strumento, quello della ex carta di soggiorno, che può rendere più realistico l’obiettivo di costruire una NUOVA POLITICA DI CITTADINANZA per milioni di cittadini non italiani.
 
La  UIL articolerà, nelle prossime settimane,  una grande campagna di promozione dei diritti di cittadinanza chiedendo che l’Esecutivo ed il Parlamento promuovano, da subito, un confronto sereno e a tutto campo  su questa importante materia.

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